PICC

Ciao a tutti,
sono Sergio e lavoro in oncologia a Vittorio Veneto,
da un po’ più di un anno siamo partiti, con alcuni colleghi della medicina, con l’esperienza dell’impianto dei PICC.
Un’esperienza certamente interessante ed affascinante che potrebbe portare a dei risvolti positivi per la professione infermieristica.
Ovviamente non la nostra esperienza nello specifico, ma tutte le esperienze di impianto e gestione infermieristica dei PICC perché queste potrebbero dare il via ad una regolamentazione e ad un riconoscimento delle consulenze infermieristiche cioè certificare l’infermiere esperto come consulente per la gestione degli accessi venosi.
E poi allargarsi a tutti gli altri infermieri esperti, ad esempio chi si occupa di stomie.
Noi ovviamente stiamo riscontrando notevoli difficoltà.
Ostruzione da parte di alcuni medici, noi dei nostri oncologi dove anzi abbiamo il pieno appoggio del primario e assieme ai medici abbiamo stabilito i criteri di elezione dei pazienti che necessitano l’impianto di un PICC, ma in altri reparti preferiscono sforacchiare il paziente con aghi cannula che chiederci un PICC, a far impiantare un short term con aumento del rischi infettivo e delle complicanze di impianto.
Difficoltà nel produrre i protocolli, perché benché già scritti da tempo, devono passare nelle mani dell’anestesista per non offenderlo, del direttore di dipartimento, del direttore di presidio ecc… e ben sapete cosa significhi tutto ciò.
Difficoltà perché ci giungono voci contrastanti dai collegi, c’è chi ci dice che possiamo farlo, anche se con alcuni dubbi, chi addirittura dice che non possiamo farlo perché nel programma universitario non è contemplato l’insegnamento di tale tecnica, dimenticandosi dell’insegnamento post base.
Sarebbe un peccato che tutto andasse a finire, sarebbe un’altra occasione persa.
Mi auguro perciò che i collegi si diano da fare per far si che la professione cresca.
Noi anche se l’entusiasmo si stà smorzando continuiamo nella nostra esperienza cercando di diffondere il verbo dell’infermiere responsabile della somministrazione e quindi anche della scelta della giusta via e del giusto presidio.
Spero che qualcun altro voglia condividere la sua esperienza, i suoi dubbi e le sua difficoltà.
Ciao e tutti
Sergio


impianto picc e cvc

caro sergio ti scrivo dal profondo sud (cosenza)lavoro in anestesia da 5anni con 20 anni di esperienza di rianimazione multidisciplinare , da un pò di tempo ,in seguito a corsi tenuti nel nostro ambito ospedaliero, noi infermieri stiamo impiantando picc e cvc ecoguidati ,ti lascio immaginare il vespaio che si è creato tra i medici che si vedono usurpati di un loro appannaggio! (tieni anche presente la mentalità che qui al sud è difficile da sradicare non siamo ancora considerati professionisti ma solo ausiliari). per fortuna con la collaborazione di medici di più larghe vedute riusciamo a dimostrare la nostra pratica. A questo proposito vorremmo poter partecipare ai prossimi corsi che terrete su questo argomento ,in attesa potremmo scambiarci opinioni ed esperienze

ciao chiara iezzi


scusa il ritardo

cara Chiara
scusami per il ritardo con il quale pubblico il tuo commento, ma ho avuto problemi con il pc e la connessione a internet.
Capisco e condivido le tue difficoltà ed i tuoi problemi anche per noi non è semplicissimo nonostante nel mio reparto ci siano dei medici molto aperti all'indipendenza della professione infermieristica, ma non tutti (per non dire pochi) sono così.
adesso il nostro primario vuole implementare ulteriormente l'utilizzo dei PICC perchè si è reso conto che almeno il 50/60 % dei nostri pazienti (io lavoro in oncologia) dovrebbe avere un accesso venoso centrale quindi stiamo riorganizzando spazi e tempi.
purtroppo come dici tu, discutendo con colleghi del sud, avete più problemi di noi causati dalla mentalità dei medici e forse anche di qualche collega infermieri ma si spera sempre che qualcuno apra la strada al cambiamento.
per quanto riguarda i corsi quello che sto portando in giro è un corso di introduzione ai PICC che in collaborazione con il Nursind viene propposto in qualche ospedale del nordest.
se vuoi veramente imparare un sacco di novità sui cvc in generale e sui PICC in particolare ti consiglio i corsi del GAVECELT a roma trovi tutto sul loro sito www.gavecelt.org
in bocca al lupo
ciao
sergio
p.s. pre scambiarci opinioni ed esperienze sono qui salvo problemi informatici


aggiornameto PICC Roma

Di ritorno dalle giornate di aggiornamento sull’impianto e gestione dei PICC che ho svolto a Roma sotto la guida di Sandro Emoli e Mauro Pittirutti.
Esperienza molto positiva sia nell’ambito professionale che nell’ambito umano.
Nell’ambito professionale perché parecchie sono state le novità ed i trucchetti che ho appreso tutti utili per risolvere i problemi che qualche volta si presentano anche a noi in fase di impianto.
Tra le novità, ho finalmente visto eseguire vari impianti con la tecnica di controllo della posizione della punta attraverso il monitoraggio elettrocardiografico del paziente.
Non entrerò nello specifico ma a breve, spero, e li già succede nei casi nei quali viene utilizzata, andrà ad eliminare il controllo radiografico del torace.
Ho avuto la fortuna di vedere all’opera medici ed infermieri in un vero lavoro di equipe discutere con il gestore del software per portare le modifiche utili ad implementare questa tecnologia e questo ti fa sperare in un futuro migliore per la nostra professione dove, senza rivalità, si collabori tutti per il bene del paziente che dovrebbe essere lo scopo di tutte le figure che lavorano in sanità dirigenti ed amministrativi compresi.
Nell’ambito umano sono contento di aver conosciuto belle persone, Mauro e Sandro, ma anche Paola e Guido, un medico ed un infermiere che stanno svolgendo il tirocinio del master in impianti venosi.
Auguro a loro di riuscire a portare a termine il progetto lavorativo perché hanno dedicato tempo e denaro per fare questa specializzazione e sarebbe veramente un peccato che tutto questo lavoro venisse vanificato da invidie ed ostacoli assurdi.
Spero di avere da loro notizie positive in un futuro molto prossimo.
Un grosso in bocca al lupo od in cu.. alla balena, non so come si usi a Torino città dalla quale provengono. Né.
Faccio un inciso: qualcuno mi sa dire perché i medici più aperti ad esperienze lavorative che vedano coinvolte le due figure professionali della sanità che generalmente più si detestano (medici vs infermieri) sono molto spesso donne. Forse meno senso della guerra e più senso di praticità. Booooo.
Spero che qualche donna medico mi risponda.
Un salutone a tutti
Sergio


corso PICC

Grazie a tutti
Il corso che ieri si è svolto a San Vito mi sembra andato bene.
Ringrazio il Nursind per aver organizzato l’evento e ringrazio Sonia per avermi dato una grossa mano a gestire la parte pratica.
Spero di aver stimolato la voglia di conoscere di più la questione PICC.
Io mi sono sicuramente divertito anche se cercare di riassumere in due ore e mezza un sacco di materiale ti porta a correre e a sorvolare su argomenti che consideri ovvi e consolidati ma che a volte giustamente non lo sono perché non tutti abbiamo a che fare con i cateteri venosi.
Dico giustamente perché infermieri che operano in realtà dove non si fanno uso di tali presidi non è detto che siano tenuti a saper tutto dei cvc.
Io non sono per l’infermiere tuttologo ma per un infermiere competente nel proprio campo e per le consulenze infermieristiche. Non vedo perché un medico internista possa chiedere la consulenza di un suo collega per un problema, ad esempio chirurgico od oncologico, e noi invece dobbiamo sapere tutto. Questo, a mio avviso, va a discapito di una buona assistenza in una sanità che sta diventando sempre più specialistica.
Comunque, ritornando al corso, spero che i due ragazzi provenienti dalla Svizzera abbiano fatto un buon viaggio di ritorno e spero anche di essere riuscito a lasciargli qualche nozione utile e nuova.
Spero che alcune persone presenti adesso chiedano alle rispettive aziende di instaurare un percorso di formazione per dei PICC Team.
Di nuovo grazie a tutti.
Sergio


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